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L’innovazione, intesa nel senso più
ampio del termine, è la principale leva strategica in
grado di mantenere competitivo il nostro sistema
agricolo e di accrescerne la sostenibilità, sia
economica che ambientale. E’ per questa ragione che
Agri2000 realizza, dal 2007, l’Osservatorio
sull’innovazione nelle aziende agricole che si
propone di analizzare i percorsi dell’innovazione su un
campione di imprese del nostro Paese. Uno dei primi ostacoli nella
progettazione dell’Osservatorio è stato inquadrare
l’oggetto del monitoraggio, vale a dire il significato
da attribuire al termine “innovazione”. In
generale, quando si parla di innovazione è possibile
fare un distinguo fra ciò che è innovazione per il
settore, vale a dire prossimo all’immissione sul mercato
o di recente immissione, e ciò che è novità per
l’azienda che, per la prima volta, adotta l’innovazione
per accrescere la competitività della propria
produzione. È su queste ultime innovazioni che
l’Osservatorio focalizza l’attenzione, consapevoli che
solamente se l’innovazione raggiunge un sufficiente
livello di diffusione fra le imprese si crea un
vantaggio competitivo per il settore. Sempre sul
significato del termine, nel settore agricolo
l’innovazione è normalmente riferita agli aspetti
tecnici e tecnologici dei fattori utilizzati nel
processo produttivo, mentre l’Osservatorio considera
anche le innovazioni di carattere gestionale,
organizzativo e commerciale, sempre più importanti nella
crescita competitiva delle imprese agricole, ma ancora
poco considerate. L’altro problema da risolvere è stato quello riguardante la tipologia di aziende da prendere in considerazione. Esclusa fin dall’inizio l’ipotesi di considerare l’universo delle imprese agricole italiane individuate dall’ISTAT, oltre 1,6 milioni la maggioranza delle quali operano ai margini del mercato, si è preferito concentrare l’analisi sul segmento di quelle “professionali e competitive”. Tali imprese, infatti, hanno una maggiore capacità di introdurre innovazioni, sono spesso gestite da giovani e sono quelle che potranno innalzare il livello competitivo dell’intero sistema produttivo agricolo italiano, oltre a fornire anticipazioni circa le direttrici lungo le quali si svilupperà l’agricoltura. Né sotto il profilo giuridico, né da un punto di vista scientifico esiste una definizione dell’impresa agricola “professionale e competitiva”. Nella fase di progettazione dell’Osservatorio, per l’identificazione delle aziende professionali e competitive, si è scelto di utilizzare due parametri: lavoro e reddito dell’imprenditore. Riguardo al lavoro, l’Osservatorio considera professionali le aziende condotte full time dall’imprenditore, mentre riguardo al reddito, usato come parametro per selezionare le imprese competitive, si è ricorsi alla comparazione con la situazione degli altri settori economici. Sulla base dei dati disponibili, in
particolare quelli forniti dall’ISTAT e dall’INEA, sono
state stimate circa 110.000 Imprese Agricole
Professionali e Competitive, pari al 6,5% di quelle
individuate dall’ISTAT e al 12% delle aziende iscritte
nelle Camere di Commercio, ma in grado di realizzare
oltre i due terzi del valore della produzione agricola
italiana. Da questo universo è stato estratto un
campione di 1.200 Imprese Agricole
Professionali e Competitive, stratificate per
Regione e per orientamento produttivo prevalente, sul
quale viene ogni anno realizzata un’indagine nel corso
del mese di ottobre.
Sintesi Terzo Rapporto 2009 Articolo AGRISOLE Dicembre 2009 Il Rapporto 2010
sarà presentato nel corso di uno specifico evento, in
collaborazione con UNACOMA, all’interno della manifestazione fieristica EIMA INTERNATIONAL
Giovedì 11 Novembre 2010 ore 15.00 Premio "Innovazione dell'Anno" 2010
L’alto valore scientifico dell’Osservatorio è
stato riconosciuto da oltre trenta organizzazioni e
istituzioni del settore agroalimentare di seguito
riportate.
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